sabato 24 settembre 2016

Sr. Vera (racconto)

Suor Vera

Sorelle, venite qui....,la voce squillante della Madre Superiora echeggiò chiara e allegra nel cortile, vi voglio presentare un nostro benefattore, il Comandante Ivo Persici!
Una delle "sorelle" cioè Sr. Vera si voltò e sbiancò in viso.......il comandante Ivo....il SUO Ivo!


Vera era stata una ragazza allegra, spiritosa, intelligente. 
Mamma cattolicissima, vera "Pia Donna", cuciva i paramenti per il prete del paese, pregava e aiutava i bisognosi...se erano credenti; il padre Maresciallo Dell' Arma, carabiniere tutto d'un pezzo ma miscredente e giocoso nei momenti privati.
Fu destinato a fare il maresciallo in vari paeselli della Toscana, e in uno di questi nacque lei, Vera, seguita dopo qualche anno da Wanda.
Vera e Wanda rappresentavano in piccolo, esattamente, i caratteri dei genitori: Vera sempre in Chiesa, Azione Cattolica, ma sopratutto assidua frequentatrice di un Istituto Religioso, dove aveva stretto un rapporto di fiducia con una suora anziana, Suor Matilde. Era a lei che si rivolgeva spesso per consiglio e conforto, la considerava una specie di zia buona e saggia. 
Wanda invece era un po' audace per i suoi tempi, prima ragazza nel paese a fumare in pubblico per esempio, e a uscire di casa un po' troppo scollata, con grandi patemi della madre.
Si innamorarono dello stesso ragazzo, Ivo, che faceva il bottaio...cioè costruiva le botti per il vino.
Le corteggiò entrambe, prima una poi l'altra ma alla fine scelse Wanda.
Per Vera fu una grande sofferenza, era ingenua e pulita e aveva davvero creduto in questo amore, e sentiva, sapeva, che non avrebbe mai più amato nessun altro così.
Si rifugiò da Sr. Matilde, si confidò, parlarono, pianse tutte le sue lacrime e alla fine arrivò il consiglio della suora: vieni un poco qui da noi, in convento, come Novizia. Tu hai l'animo troppo sensibile e buono per sopravvivere in mezzo alle brutture del mondo, mentre potresti essere di grande aiuto per tutti, se e quando raggiungerai la serenità.
Fu un lampo accecante, fu un momento di assoluto, fu...la rivelazione: Vera capì immediatamente che si, era quella la Via.
Felicità assoluta da parte della madre, ma il Maresciallo non fu tanto d'accordo. 
Minacciò, protestò, la fece allontanare per qualche tempo dal paese sperando che ci ripensasse. 
La voce giunse anche a Ivo e al ritorno di Vera in paese lui, che nel frattempo era stato piantato dalla vivace Wanda, andò a parlarle e a chiederle perdono assicurando che si era lasciato travolgere da qualcosa che con l'Amore non aveva nulla a che vedere, ma che ora ne era certo: la suo vita avrebbe voluta viverla con lei.
Furono giorni, e sopratutto notti, di assoluta agitazione, di dubbi, di insicurezze: ogni giorno prendeva una decisione diversa, per cambiare idea il giorno successivo. Ivo era dolce, attento, comprensivo. Ci scappò anche un bacio..o forse due....
Ma alla fine si convinse, e Suor Matilde le dette qualche spintarella psicologica, che se aveva tanti dubbi, forse quello per Ivo non era vero amore. Sarebbe stato saggio, pensò, provare come novizia, solo così avrebbe potuto capire.
Entrò in convento come Novizia, e non le ci volle molto per capire che la sua via era quella... prese i voti e divenne Sr. Vera e piano piano dimenticò la parte brutta del "mondo fuori" come diceva Lei, per vivere con tutto l'amore che aveva la sua missione.
Scoppiò la guerra, un inferno che per molti bambini sarebbe stato irreparabile se non avessero trovato conforto e aiuto nell'Istituto dove stava Suor Vera, e in lei in modo speciale, perché le sue braccia e il suo cuore erano immensi, materni e affettuosi e sapeva accogliere e lenire le ferite dei piccoli orfani che doveva accudire.
Come quel giorno, quando la voce della Madre Superiora e la vista di quell'uomo dai capelli ormai bianchi, sorridente ed elegante nella sua divisa militare, non fece fare al suo stomaco e al suo cuore una danza spasmodica che per poco non la fecero svenire.
Ma poi guardò gli occhi azzurri e teneri del bambino che stava tenendo per mano, i capelli riccioluti della bimba che aveva davanti e fingendo di non aver sentito bisbigliò: andiamo ragazzi, è l'ora di fare merenda! E si diresse decisa dalla parte opposta.....
Ivo era solo un ricordo, e tale doveva rimanere.

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Sr. Vera era mia zia, ma la storia l'ho solo immaginata.

Informazioni personali

La mia foto

Sono nata a FIRENZE nel 1940 da genitori fiorentini. Sono una vecchiaccia, pensionata, e vivo da poco, e spero per poco, in un piccolo paese abbastanza anonimo in provincia di Bologna.